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Anandamide, la molecola della beatitudine

L’ anandamide è un neurotrasmettitore che fa parte della classe degli endocannabinoidi, sostanze prodotte dal nostro organismo. Ananda in sanskrito significa “beatitudine” e si riferisce all’effetto dell’anandamide sul nostro umore: serenità, felicità, pace. Questa sostanza si lega ai recettori endocannabinoidi distribuiti in tutto il corpo, dal sistema nervoso centrale al sistema immunitario, e modula la risposta al dolore, alla fame, al piacere, al bisogno di sonno e la relazione con i ricordi. La sensazione di benessere dopo una camminata o una corsa è dovuta al rilascio degli endocannabinoidi. Ma l’anandamide svolge anche altre importanti funzioni; per esempio, la sua azione sui recettori CB1 cerebrali ha un ruolo fondamentale nell’ovulazione, così come nell’impianto dell’ovulo fecondato e nello sviluppo del feto. E’ presente anche nel latte materno e serve per stimolare la poppata nel lattante.
La struttura molecolare dell’anandamide è sorprendendemente simile al THC, cannabinoide contenuto in alcune varietà di Cannabis, tanto che il THC si lega agli stessi recettori dell’anandamide, esercitando effetti simili. Invece, il CBD, sempre contenuto nella Cannabis, agisce debolmente sui recettori CB1, ma incrementa l’effetto dell’anandamide riducendo l’enzima che lo degrada, il FAAH. Lo stress, condizioni patologiche croniche, traumi sono alcuni dei fattori che esauriscono il sistema endocannabinoide, che può essere invece resettato dalla somministrazione di cannabinoidi vegetali.
Dr Francesco Perugini Billi©copyright
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