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Tolleranza orale e allattamento

Non c’è vita senza separazione, senza un confine che crea un “dentro” e un “fuori”, un microcosmo e un macrocosmo. Gli organismi, dai più piccoli ai più grandi si sforzano continuamente di sopravvivere in un ambiente potenzialmente ostile e oppongono barriere, metabolismo e sistema immunitario per mantenere la loro unità, la loro individualità. Una lotta per espellere il caos disgregante, allontanare l’entropia dal proprio sistema e conservare così la propria omeostasi, fino al giorno in cui questo non sarà più possibile e le forze estranee prenderanno il sopravvento; il corpo subirà gli effetti della corruzione, del decadimento, fino alla morte.
Appena nato devi subito attrezzarti a costruire le tue barriere, se vuoi vivere in questo mondo e la più grande ed estesa di queste barriere è l’intestino. Come il mondo immateriale delle immagini e dei suoni entra nelle nostra mente tramite il neurosensorio, così la materia entra nella nostra fisiologia con la sua natura propria, animale, vegetale e minerale, attraverso il tratto gastrointestinale. Devi essere in grado di superare queste forze (non self), annientarle, ucciderle e trasformarle in carne individuale (self). Nel caso del lattante, è la madre che ha all’inizio l’importante compito di attenuare l’impatto che il neonato ha con il mondo fisico e non solo. E’ il sistema “digestivo” della madre che processa questi elementi estranei, come cibo, allergeni alimentari e pollini e abitua piano piano il sistema immunitario del lattante a fare una conoscenza non traumatica di queste sostanze estranee e a non reagire verso queste in modo violento (Allergie, infiammazioni, patologie autoimmunitarie, ecc).
Dr Francesco Perugini Billi©copyright
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