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CBD (Cannabidiolo) e senescenza

A livello mondiale, la durata media della vita era di 72,8 anni nel 2019 e si prevede che raggiunga i 77,2 anni entro il 2050. Gli ultimi dati diffusi dalle Nazioni Unite mostrano che il 10% della popolazione mondiale ha oltre 65 anni. Il problema attuale è che la durata della salute non si estende allo stesso modo della durata della vita e il carico di malattie legate all’età sta diventando una sfida globale.

Le strategie antinvecchiamento che vengono oggi studiate prevedono, tra le altre,  la riduzione dell’infiammazione e dello stress ossidativo, l’attivazione dell’autofagia e la modulazione del microbiota intestinale.

Nella ricerca di farmaci anti-invecchiamento, le piante medicinali  o i loro principi occupano una posizione importante. Negli ultimi anni, il cannabidiolo (CBD), cannabinoide non stupefacente ricavato dalla Cannabis sativa, ha attirato l’attenzione come farmaco multitarget. La ricerca attuale mostra che il CBD possiede un’ampia attività farmacologica, tra cui quella antinfiammatoria, antiossidante, neuroprotettiva, immunomodulante, sedativa, antitumorale e antibatterica. Inoltre, il CBD ha dimostrato di possedere una capacità terapeutica in vari modelli patologici: malattie neurodegenerative, dolore, ansia,  cancro,  malattie autoimmuni e  malattie cardiovascolari.

L’invecchiamento è un processo biologico molto complesso. La ricerca attuale mostra che ci sono almeno 14 segni distintivi cellulari e molecolari dell’invecchiamento, tra cui la disfunzione mitocondriale, la senescenza cellulare, il danno al DNA, un’ autofagia inefficace, l’ infiammazione cronica di basso grado e la disbiosi intestinale.

CBD  e stress ossidativo –  Il CBD protegge dal danno ossidativo.  La capacità antiossidante del CBD è risultata più forte di quella della vitamina E e della vitamina C. Diverse ricerche hanno dimostrato che il CBD riduce le specie reattive dell’ossigeno (ROS) indotte dal perossido di idrogeno (H2O2), in diversi tipi di cellule, tra cui monostrati cellulari intestinali, astrociti e cellule neuronali. Inoltre, il CBD  migliora l’efficienza dei mitocondri,  una delle principali fonti endogene di ROS.

In secondo luogo, il CBD protegge anche indirettamente dallo stress ossidativo,  regolando la via di segnalazione Nrf2 – l’attivazione della via di segnalazione Nrf2 è un meccanismo importante nella difesa cellulare contro lo stress ossidativo.

CBD e  infiammazione – L’invecchiamento è accompagnato da una  disregolazione del sistema immunitario, definita con il termine immunosenescenza. L’immunosenescenza porta all’inflammageing, un’infiammazione di basso grado, inutile sul piano funzionale e causata da un sovraccarico persistente di stimolo immunitario. Questo processo infiammatorio nell’anziano non viene controbilanciato da una adeguata risposta antinfiammatoria. Nei grandi vecchi ma sani, invece la risposta antinfiammatoria rimane, per vari motivi, ancora valida. In sostanza, l’infiammazione non controllata è causa di invecchiamento, spesso anche precoce.  Pertanto, una strategia efficace per il targeting anti-invecchiamento è quello di ridurre l’infiammazione cronica per prevenire l’esaurimento della risposta anti-infiammatoria.

Il CBD ha dimostrato un potenziale effetto terapeutico nell’infiammazione neuronale, nelle malattie dermatologiche, nei disturbi immunologici, nell’ infiammazione delle vie aeree e del tratto gastrointestinale.

Il CBD agisce sulla via di segnalazione NF-κB, che è centrale nella risposta infiammatoria, regolando l’espressione delle citochine proinfiammatorie, come IL-1, IL-6, IL-8 e TNF-α. L’azione inibitrice del fattore di trascrizione NF-κB viene attuata dal CBD attraverso diversi recettori endogeni, tra cui CB2, A2a, PPARγ, TRPV1 e GPR55

CBD e microbiota – Il microbiota intestinale svolge un ruolo importante nel mantenimento dell’integrità epiteliale, nell’allenamento del sistema immunitario intestinale e nella prevenzione della proliferazione batterica patologica. Inoltre, è ormai assodato come la salute psico-fisica del nostro organismo sia fortemente influenzata dalle condizioni del microbiota intestinale.  Anche il modo con cui invecchiamo è dettato dalla salute dell’ecologia intestinale. Una disbiosi intestinale è certamente una delle cause di infiammazione sistemica, che coinvolge anche processi neurodegenerativi. Con l’età il nostro microbiota si impoverisce e tende ad esprimere ceppi batterici proinfiammatori. Rispetto ai giovani, infatti, la quantità di Bifidobacterium ed Eubacterium nelle persone di età superiore ai 40 anni è significativamente ridotta, mentre si verifica un aumento di Bacteroidetes, batteri Betaproteo e Deltaproteobacteria. Questi cambiamenti negli individui anziani si accompagnano a più alti livelli circolanti di citochine proinfiammatorie, come  IL-6 e IL-8. Il CBD è in grado di regolare la disbiosi e l’immunità intestinale e potrebbe rappresentare una potenziale strategia anti-invecchiamento. Per esempio, la combinazione di CBD e olio di pesce(omega-3) ha migliorato l’infiammazione del colon in un modello murino di colite, aumentando la dimensione della popolazione dei batteri anti-infiammatori come l’ Akkermansia muciniphila.

CBD e autofagia –  L’autofagia cellulare o autofagocitosi è un meccanismo cellulare di rimozione selettiva di componenti citoplasmatici danneggiati. L’autofagia svolge ruoli chiave nell’omeostasi metabolica  e protegge le cellule contro  fattori di stress multipli. Tuttavia, l’efficienza dell’autofagia diminuisce con l’età e promuove  la senescenza. Gli studi hanno dimostrato che i difetti autofagici riducono la durata della vita in vari modelli animali, tra cui il pesce zebra, i topi e il C. elegans. Studi funzionali, condotti anche sull’uomo, hanno dimostrato che una maggiore autofagia inverte gli effetti associati all’età, rallenta l’invecchiamento e estende la durata della vita. Sempre più numerosi sono gli studi che mostrano come  il CBD sia in grado di  attivare l’autofagia, con conseguente estensione della durata della vita e miglioramento delle malattie legata all’età.

 

Bibliografia 

  • Beibei et al The role of cannabidiol in aging. Biomedicine & Pharmacotherapy  2023

 

Dr Francesco Perugini Billi©copyright

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