Secondo un articolo pubblicato sull’autorevole rivista medica JAMA (Journal of the American Medical Association) Network Open, i medici devono avere una migliore comprensione della cannabis e dei suoi effetti per poter assistere i propri pazienti in modo competente e adeguato.
I medici sono sempre più chiamati a confrontarsi con pazienti che usano cannabis, spesso senza adeguato addestramento, afferma l’autore dell’articolo. “Non è più possibile che i medici rimangano volontariamente ignoranti. … La cannabis terapeutica è qui. I medici riusciranno a recuperare terreno o, per omissione, continueremo a lasciare che i pazienti affrontino da soli l’incertezza terapeutica?”
L’articolo auspica che i professionisti medici (degli USA ndr) ricevano una formazione formale che comprenda sei competenze chiave: “fisiologia del sistema endocannabinoide; farmacocinetica del tetraidrocannabinolo, del cannabidiolo e di altri cannabinoidi; indicazioni rilevanti (ad esempio, dolore cronico, nausea indotta dalla chemioterapia); profili di rischio, metodi di dosaggio e somministrazione; quadri giuridici e normativi; e strategie per una comunicazione incentrata sul paziente e un processo decisionale condiviso.”
Numerosi sondaggi condotti (in USA) su professionisti medici – tra cui infermieri, farmacisti, medici e altri operatori sanitari – rilevano che gli operatori sanitari ritengono di non essere adeguatamente formati su questioni specifiche relative alla cannabis terapeutica.
Alcuni sondaggi riportano inoltre che meno di 1 paziente su 5 ritiene che il proprio medico di base sia sufficientemente informato sui problemi di salute specifici legati alla cannabis. Invece, i pazienti in genere riconoscono di aver ottenuto informazioni relative alla cannabis da “amici e familiari” o da siti web non governativi.
Ndr: questo articolo si riferisce alla situazione negli USA, ma potrebbe tranquillamente adattarsi anche alla situazione italiana.
Bibliografia
- Mehta DH. Cannabis Education—A Professional and Moral Obligation for Physicians. JAMA Netw Open. 2025;8(10):e2536224.
Dr Francesco Perugini Billi©copyright

