La cannabis sta prendendo sempre più piede nei dibattiti sulla salute mentale e sul sonno e molti pazienti giurano di averne grande beneficio. Tuttavia, la ricerca fatica da tempo a spiegare perché alcune persone segnalano notevoli miglioramenti, mentre altre notano pochi cambiamenti o addirittura si sentono peggio.
Un nuovo studio offre una nuova prospettiva: la risposta potrebbe risiedere in un fattore spesso trascurato: il sistema immunitario.
I ricercatori hanno deciso di verificare se le proprietà antinfiammatorie dei cannabinoidi, in particolare del cannabidiolo (CBD) e del delta-9-tetraidrocannabinolo (THC), potessero spiegare gli effetti della cannabis sull’ansia e sul sonno.
Hanno ipotizzato che l’uso di cannabis sarebbe in grado di ridurre i marcatori dell’infiammazione nell’organismo e che questo potrebbe tradursi in un miglioramento dell’umore e del sonno. Hanno anche posto una domanda più sfumata: il livello di infiammazione al basale influenza il modo con cui il corpo risponde alla cannabis?
Lo studio ha arruolato 171 adulti affetti da ansia lieve o elevata, alcuni dei quali sono stati assegnati in modo casuale all’uso di uno dei tre “chemiovar” di cannabis: 1) a predominanza di THC; 2) a predominanza di CBD; 3) una miscela uniforme di THC e CBD. Un quarto gruppo di partecipanti con ansia fungeva da gruppo placebo.
Per quattro settimane, il gruppo cannabis ha consumato i prodotti ad libitum, mentre tutti i partecipanti riferivano durante i controlli sulla situazione del loro umore, stress e qualità del sonno e fornivano campioni di sangue per l’analisi delle citochine infiammatorie.
I risultati sono stati sorprendenti e illuminanti: l’uso di cannabis nell’arco di quattro settimane non ha ridotto complessivamente i livelli di citochine infiammatorie. Ciò significa che la cannabis non sembrava avere un effetto antinfiammatorio misurabile a livello sistemico. Tuttavia, quando i ricercatori hanno esaminato lo stato infiammatorio di partenza, ovvero quanto una persona fosse già infiammata all’inizio dello studio, hanno scoperto che lo stato infiammatorio inziale condizionava significativamente gli effetti della cannabis: le persone con un’infiammazione più elevata al basale hanno sperimentato maggiori miglioramenti sia nell’ansia che nella qualità del sonno, rispetto a quelle con un’infiammazione inferiore.
Il CBD è emerso il cannabinoide più efficace ed affidabile. A tutti i livelli di infiammazione, le chemiovar THC+CBD a predominanza di CBD e bilanciate sono state associate a riduzioni costanti del punteggio dei sintomi, misurati come una combinazione di depressione, ansia e stress, e a un sonno migliore.
I prodotti a predominanza di THC, al contrario, hanno mostrato effetti più variabili, che dipendevano fortemente dallo stato infiammatorio di una persona. Quelli con infiammazione moderata ne hanno beneficiato, ma agli estremi – infiammazione molto bassa o molto alta – gli effetti del THC da solo erano incoerenti o assenti.
Questi risultati aiutano a conciliare alcuni studi discordanti nelle loro conclusioni. Infatti, molti studi precedenti hanno riportato risultati contrastanti sull’impatto della cannabis sull’ansia e sul sonno, con il THC in particolare che produce risultati sia benefici che negativi, a seconda dello studio. Questo nuovo lavoro suggerisce che è la condizione individuale del sistema immunitario che potrebbero spiegare gran parte la risposta variabile alla terapia con cannabis. I risultati sono inoltre in linea con la biologia nota del CBD, che ha dimostrato, in studi preclinici, di sopprimere le vie di segnalazione infiammatoria e di modulare le risposte immunitarie in modo più efficace rispetto al THC.
Perché l’infiammazione è importante? L’infiammazione cronica di basso grado è stata implicata nei disturbi dell’umore, tra cui ansia e depressione, nonché nei disturbi del sonno. Livelli elevati di citochine come IL-6 e TNF-alfa sono stati ripetutamente collegati a peggiori risultati in termini di salute mentale e a una peggiore qualità del sonno. I risultati di questo studio suggeriscono che la cannabis potrebbe essere più efficace proprio nei soggetti la cui ansia e i cui problemi di sonno sono almeno in parte causati dall’infiammazione. In sintesi, le persone con un’infiammazione più elevata potrebbero trarre i maggiori benefici dalla cannabis, in particolare dai prodotti ricchi di CBD, mentre quelle con un’infiammazione più bassa potrebbero riscontrare scarsi miglioramenti.
Bibliografia
- Lisano JK, Skrzynski CJ, Giordano G, Bryan AD, Bidwell LC. Inflammatory state moderates response to cannabis on negative affect and sleep quality in individuals with anxiety. Front Behav Neurosci. 2025 Jul 1;19:1549311.
Dr Francesco Perugini Billi©copyright

