Nuovo studio sull’insonnia: l’effetto della cannabis medicinale e’ paragonabile a quello del farmaco lorazepam, con minori effetti collaterali e maggiori benefici.
L’insonnia è un disturbo pervasivo del sonno caratterizzato da difficoltà persistenti nell’iniziare o mantenere il sonno o nell’avere un sonno ristoratore, che poi porta a compromissione diurna e riduzione della qualità della vita. A livello globale, circa il 10-30% degli adulti riferisce sintomi di insonnia cronica, con una prevalenza ancora più elevata nelle popolazioni più anziane e in quelle con condizioni di comorbidità.
I trattamenti farmacologici che utilizzano benzodiazepine, come il Lorazepam, sono standard per la gestione dell’insonnia da moderata a grave e dei disturbi del sonno associati all’ansia, grazie alla loro efficacia e alla rapida insorgenza d’azione. Tuttavia, questi farmaci comportano rischi potenziali come tolleranza, dipendenza, sedazione diurna residua, deterioramento cognitivo e insonnia da rimbalzo dopo l’interruzione
Nella ricerca di alternative più sicuri ed altrettanto efficaci, i ricercatori stanno sempre più rivolgendo la loro attenzione alle piante medicinali e alla cannabis.
In quest’ottica, è stato pubblicato uno studio clinico randomizzato sulla rivista Sleep Medicine, che mostra come i preparati fitoterapici a base di cannabis offrono benefici paragonabili al Lorazepam, nei pazienti che soffrono di insonnia cronica.
I ricercatori thailandesi hanno confrontato la sicurezza e l’efficacia di due preparati a base di cannabis, e di altre piante medicinali, con la benzodiazepina Lorazepam, in 60 adulti con diagnosi di insonnia cronica.
Ai soggetti, divisi in tre gruppi, è stato assegnato in modo casuale la compressa di Lorazepam, estratti di olio di cannabis o una pillola orale, contenente una miscela di cannabinoidi e di altre piante medicinali tradizionali (Cannabis sativa L. (C. sativa) (12 g), Piper retrofractum Vahl (11 g), Zingiber officinale Roscoe (10 g), Piper nigrum L. (9 g), Mesua ferrea L. (8 g), Myristica fragrans Houtt. (7 g); Aucklandia lappa Decne. (6 g), Nigella sativa L. (5 g), Cinnamomum burmannii (Nees & T. Nees) Blume (4 g), Clausena excavata Burm. (3 g) and Azadirachta indica A. Juss, siamensis Valeton (2 g) and Cinnamomum camphora (L.) J. Presl (1 g).
I partecipanti hanno assunto i prodotti, la sera, prima di andare a dormire, per quattro settimane.
Tutti i tre tipi di interventi hanno migliorato significativamente la qualità soggettiva del sonno, misurata dal Pittsburgh Sleep Quality Index, hanno riferito i ricercatori. Tuttavia, i preparati a base di cannabis hanno prodotto miglioramenti superiori nella qualità della vita complessiva dei pazienti correlata alla salute.
“I nostri risultati suggeriscono che i rimedi erboristici tradizionali e i preparati a base di olio di cannabis possono offrire un significativo beneficio, prendendo di mira sia i sintomi notturni sia il benessere diurno“, hanno concluso gli autori dello studio. “Data la spinta globale verso la riduzione delle prescrizioni di benzodiazepine, dovuta a problemi di sicurezza, la disponibilità di alternative convalidate a base di erbe e cannabis ha un elevato valore clinico.”
I sondaggi rilevano che i consumatori riferiscono spesso di utilizzare la cannabis come potenziatore del sonno.
N.d.R: Per quanto riguarda la mia esperienza clinica, posso affermare che molti dei miei pazienti che soffrono di disturbi del sonno ricorrono alla cannabis, spesso abbandondonando le benzodiazepine, con grande beneficio: veloce induzione del sonno, sonno ristoratore, la mattina al risveglio nessun senso di intontimento (tipico effetto delle benzodiazepine), riduzione dell’eventuale dolore, maggiore tono durante il giorno e migliore qualità della vita.
Bibliografia
- Naruwat Pakdee, Nitcha Sribunrieng, Ronnachai Poowanna, Integrative therapies for chronic insomnia: A randomized controlled trial of a traditional Thai Herbal Remedy and Cannabis sativa oil, Sleep Medicine: X, Volume 11, 2026, 100173.
Dr Francesco Perugini Billi©copyright
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