Uno studio sperimentale ha evidenziato che l’impiego delle vape pen per cannabis espone l’utilizzatore a quantità molto inferiori di sostanze tossiche rispetto alla tradizionale cannabis fumata in sigarette preconfezionate (pre-roll).
Per effettuare il confronto, i ricercatori hanno analizzato due vape pen autorizzate nello Stato della California e le hanno messe a confronto con sigarette di cannabis, utilizzando un sistema meccanico in grado di simulare inalazioni identiche per tutti i dispositivi. È importante ricordare che le vape pen vaporizzano estratti oleosi di cannabis e sono diverse dai vaporizzatori per infiorescenze, che riscaldano il fiore senza raggiungere la combustione.
L’analisi delle emissioni ha mostrato una marcata riduzione di numerosi composti potenzialmente nocivi, tra cui formaldeide, benzene, acroleina e piombo. Inoltre, ogni inalazione con la vape pen ha fornito una quantità di THC superiore rispetto alla cannabis fumata.
Lo studio ha però individuato anche un possibile punto critico: le vape pen possono rilasciare quantità maggiori di nichel e cromo, probabilmente provenienti da alcuni componenti metallici del dispositivo, come la resistenza, il nucleo metallico o il boccaglio, soprattutto quando vengono raggiunte temperature elevate.
Secondo gli autori, questi risultati non devono essere interpretati come un motivo di allarme, ma piuttosto come un incentivo a migliorare ulteriormente la progettazione dei dispositivi e ad approfondire la ricerca. Il vero messaggio dello studio è che la combustione rappresenta la principale fonte di sostanze tossiche, mentre la vaporizzazione degli estratti sembra ridurne in maniera sostanziale la produzione, pur richiedendo ancora ulteriori verifiche sulla sicurezza a lungo termine e sui materiali impiegati nelle sigarette elettroniche.
Gli autori sottolineano infine che una ricerca più ampia sarà possibile solo eliminando gli ostacoli normativi che, finora, hanno limitato lo studio scientifico di questi dispositivi, nonostante il loro impiego sia ormai molto diffuso negli Stati Uniti.
Bibliografia
- www.nnanalytics.com
Dr Francesco Perugini Billi©copyright
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