Una revisione della letteratura scientifica, pubblicata sul Journal of Cannabis Research, suggerisce che il cannabidiolo (CBD) assunto per via orale può contribuire a ridurre la pressione arteriosa.
Gli autori hanno analizzato i risultati di quattro studi clinici randomizzati, che hanno coinvolto complessivamente 120 partecipanti, confrontando il CBD con il placebo.
In tutti gli studi è stata osservata una riduzione della pressione arteriosa sistolica, mentre in due studi è diminuita anche la pressione diastolica. Gli effetti più evidenti sono stati riscontrati con dosaggi più elevati di CBD, fino a 600 mg al giorno, e sono comparsi sia nei soggetti ipertesi sia in quelli con valori pressori nella norma.
Un dato interessante è che il CBD sembra esercitare i suoi effetti soprattutto in situazioni di stress, nelle quali la risposta pressoria tende fisiologicamente ad aumentare.
Dal punto di vista della sicurezza, nessuno degli studi ha evidenziato eventi avversi gravi, confermando il buon profilo di tollerabilità del cannabidiolo anche alle dosi utilizzate nelle sperimentazioni.
Gli autori sottolineano tuttavia che le prove disponibili sono ancora limitate. Saranno necessari studi di durata almeno annuale per verificare se la riduzione della pressione arteriosa si mantenga nel tempo, se l’efficacia tenda ad attenuarsi e se siano necessari aggiustamenti del dosaggio.
Infine, i ricercatori suggeriscono di valutare anche altre modalità di somministrazione del CBD, come la via sublinguale o l’inalazione, che potrebbero offrire una biodisponibilità diversa rispetto all’assunzione orale e quindi influenzarne l’efficacia clinica.
Bibliografia
- Roberts, A., Fountzopoulos, S. & Desai, T. The effects of oral cannabidiol supplementation on blood pressure in adults: a systematic review of randomised controlled trials. J Cannabis Res (2026).
Dr Francesco Perugini Billi©copyright
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