Per molti adulti con disturbo dello spettro autistico (ASD), ansia, insonnia e ridotta qualità della vita rappresentano problemi quotidiani che spesso persistono nonostante le terapie convenzionali. Un nuovo studio pubblicato su Neuropsychopharmacology Reports aggiunge un tassello importante: la cannabis medicinale potrebbe offrire un beneficio clinico duraturo in una parte di questi pazienti.
I ricercatori britannici hanno seguito 130 adulti con ASD (età media 34 anni) iscritti allo UK Medical Cannabis Registry, valutando gli effetti della terapia con cannabis medicinale fino a 18 mesi dall’inizio del trattamento. I pazienti assumevano preparazioni a base di oli, infiorescenze o una combinazione delle due, tutte prescritte da medici specialisti.
I risultati mostrano un miglioramento significativo di tre aspetti particolarmente rilevanti nella vita di questi pazienti:
- riduzione dell’ansia;
- miglioramento della qualità del sonno;
- aumento della qualità di vita correlata alla salute.
Anche il profilo di sicurezza si è dimostrato favorevole: l’81% dei partecipanti non ha riportato effetti indesiderati, mentre quelli segnalati sono stati nella maggior parte dei casi lievi o moderati.
Naturalmente, trattandosi di uno studio osservazionale, i risultati non dimostrano un rapporto di causa-effetto con la stessa forza di uno studio clinico randomizzato. Tuttavia, il follow-up di 18 mesi e la coerenza con ricerche precedenti rendono questi dati particolarmente interessanti.
Gli autori concludono che i loro risultati sono in linea con le evidenze già disponibili, suggerendo che i farmaci a base di cannabis possano rappresentare una valida opzione terapeutica per alcuni adulti con disturbo dello spettro autistico, soprattutto quando i trattamenti convenzionali non sono sufficientemente efficaci o non sono ben tollerati.
Questo studio si aggiunge a un numero crescente di osservazioni provenienti dallo stesso registro britannico, che ha documentato potenziali benefici della cannabis medicinale anche in altre condizioni, tra cui epilessia farmacoresistente, dolore oncologico, endometriosi, malattie infiammatorie intestinali, insonnia, ADHD, emicrania, sclerosi multipla e artrosi.
Come sempre, è importante ricordare che la cannabis medicinale non rappresenta una terapia universale né sostituisce gli interventi consolidati per l’ASD. La sua eventuale prescrizione deve essere valutata caso per caso da un medico esperto, considerando il quadro clinico complessivo, i possibili benefici e gli eventuali rischi.
Bibliografia
- Aggarwal A, et al. UK Medical Cannabis Registry: A Clinical Outcomes Analysis for Autism Spectrum Disorder. Neuropsychopharmacol Rep. 2026 Sep;46(3):e70146.
Dr Francesco Perugini Billi©copyright
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