da Francesco Perugini Billi | Mar 10, 2026 | senza categoria
Secondo i dati pubblicati sulla rivista Clinics, l’assunzione sublinguale di estratti di cannabis contenenti quantità uguali di THC e CBD riduce significativamente il dolore miofasciale nei pazienti affetti da disturbo temporomandibolare (TMD).
Ricercatori brasiliani hanno confrontato l’efficacia degli estratti di cannabis rispetto al placebo in 20 pazienti con dolore miofasciale cronico. I partecipanti allo studio hanno assunto il placebo per 90 giorni e sono poi passati agli estratti di cannabis per altri 90 giorni. I pazienti hanno iniziato il trattamento con cannabis ad una dose di 2 mg/die per la prima settimana, aumentando gradualmente di 2 mg/settimana fino a raggiungere 10 mg/die nella quinta settimana.
La terapia con la cannabis ha prodotto un “consistente effetto analgesico su tutti i risultati valutati“, hanno riferito i ricercatori. Nel complesso, i pazienti hanno riscontrato una riduzione di quasi 4 punti del dolore correlato al TMD (su una scala numerica da zero a 10), durante il trattamento con cannabis.
La terapia con cannabinoidi si è rivelata efficace nel ridurre i sintomi dolorosi nei pazienti con TMD, associati a miglioramenti funzionali rilevanti nell’apertura, nella protrusione e nella lateralità mandibolare rispetto al placebo”, hanno concluso gli autori dello studio.
Questi risultati indicano il potenziale clinico dei cannabinoidi come promettente alternativa terapeutica per la gestione del TMD, evidenziando la necessità di studi futuri con campioni più ampi e disegni randomizzati per convalidare e migliorare i meccanismi d’azione
Bibliografia
- Schinko FGB, Paranhos LR, Gonçalves de Sousa L, Phelipe de Paula Santos G, de Mello Rode S, Sergio Guimarães A, Cama Ramacciato J. Effect of Δ9-tetrahydrocannabinol and cannabidiol on myofascial pain modulation in patients with temporomandibular disorder: a prospective crossover study. Clinics (Sao Paulo). 2026 Feb 24;81:100885.
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da Francesco Perugini Billi | Feb 21, 2026 | senza categoria
Ulteriore articolo scientifico che conferma la reale efficacia della cannabis medicinale nella fibromialgia
Secondo i dati osservazionali pubblicati sul Journal of Anesthesia, Analgesia and Critical Care, i pazienti che soffrono di dolore fibromialgico resistente ai trattamenti con farmaci convenzionali mostrano significativi benefici terapeutici in seguito all’uso quotidiano di estratti di cannabis di origine vegetale.
Ricercatori italiani hanno valutato la sicurezza e l’efficacia degli estratti di cannabis a predominanza di THC in una coorte di 65 pazienti affetti da fibromialgia. In media, i partecipanti allo studio convivevano con la malattia da sette anni e in generale non rispondevano alle terapie farmacologiche convenzionali. Ai pazienti coinvolti nello studio sono stati somministrati estratti di THC tre volte al giorno per sei mesi.
In media, si è avuta una riduzione del dolore di 2,6 punti, su di una scala di valutazione numerica a dieci punti. I miglioramenti sono stati più pronunciati nei pazienti più giovani. Sei pazienti hanno deciso di interrompere lo studio a causa degli effetti collaterali auto-riferiti, tra cui secchezza delle fauci, mal di testa, sonnolenza e difficoltà di pensiero.
Numerosi altri studi hanno riportato risultati simili. Recentemente, alcuni ricercatori britannici hanno pubblicato dati longitudinali, dai quali emerge che l’uso aggiuntivo di preparati a base di cannabis ha prodotto miglioramenti duraturi nel dolore, nell’ansia, nel sonno e nella qualità della vita complessiva dei pazienti affetti da fibromialgia.
Bibliografia
- Varadpande M, Erridge S, Aggarwal A, Clarke E, McLachlan K, Coomber R, Barnes S, Darweish Medniuk A, Guru R, Holden W, Sajad M, Searle R, Usmani A, Varma S, Rucker JJ, Platt M, Sodergren MH. UK Medical Cannabis Registry: a case series analysing clinical outcomes of medicinal cannabis therapy for fibromyalgia. Clin Rheumatol. 2026 Mar;45(3):1927-1938.
- Sola G, Penpa S, Piceni G, Bo G, Cutaia R, Ventura L, Cassini F, Savi L, Leo M, Savarese B, Caviglia M, Betti M, Maconi A, Cammarota G. Letter to Editor: real-world use of cannabis oil for pain management in fibromyalgia. J Anesth Analg Crit Care. 2026 Feb 13;6(1):28.
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da Francesco Perugini Billi | Feb 13, 2026 | senza categoria
Secondo i dati osservazionali pubblicati sul Canadian Journal of Pain, i pazienti cui è stata prescritta la cannabis medicinale mostrano miglioramenti duraturi del dolore, dell’ansia, della depressione e della qualità della vita.
I ricercatori hanno voluto indagare l’efficacia reale dei prodotti a base di cannabis in una coorte di 139 pazienti canadesi autorizzati a utilizzare cannabis terapeutica. I sintomi dei pazienti sono stati valutati all’inizio, a 6, 12 e 24 settimane.
In linea con altri studi osservazionali a lungo termine, i pazienti hanno mostrato notevoli miglioramenti del dolore, dell’ansia, della depressione, della durata del sonno e della qualità della vita. Questi miglioramenti sono stati mantenuti per tutta la durata dello studio. Pochi, se non nessuno, eventi avversi significativi sono stati associati al trattamento con cannabis.
Gli autori dello studio hanno concluso: “I pazienti coinvolti nello studio hanno ottenuto punteggi migliori per quanto riguarda la riduzione del dolore e della disabilità correlata al dolore, dell’ansia, della depressione, del sonno e della qualità della vita in generale. Spesso i benefici della cannabis medicinale si sono mantenuti a lungo termine fino alla settimana 24. Ulteriori dati provenienti dallo studio … potrebbero offrire ulteriori approfondimenti sull’uso dei prodotti a base di cannabis terapeutica e sui loro potenziali benefici nella popolazione generale e orientare il dosaggio per futuri studi clinici incentrati su coorti con specifiche condizioni o indicazioni mediche.”
Secondo una meta-analisi di 64 studi pubblicata di recente, la maggior parte dei pazienti che consumano prodotti a base di cannabis terapeutica riscontra miglioramenti duraturi nella qualità della vita correlata alla salute. “I miglioramenti sono stati dimostrati in molteplici condizioni di salute durante il follow-up a breve, medio e lungo termine”, hanno determinato i ricercatori.
Bibliografia
- Tait MA et al. Health-related quality of life in patients receiving medicinal cannabis: systematic review and meta-analysis of primary research findings 2015-2025. Qual Life Res. 2026 Feb 1;35(3):56.
- Yang B, et al. Real-world evidence: observational 24-week outcomes for health care practitioner authorized cannabis. Can J Pain. 2026 Jan 29;10(1):2593253.
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da Francesco Perugini Billi | Feb 1, 2026 | senza categoria
Secondo le conclusioni di due “casi studio” pubblicati sulla rivista Frontiers in Psychiatry, l’uso di preparati a base di cannabis di origine vegetale è sicuro e clinicamente efficace negli adolescenti affetti dalla sindrome di Tourette (TS).
Ricercatori tedeschi hanno riferito sull’uso a lungo termine di cannabis in due adolescenti maschi affetti da TS. Entrambi i soggetti hanno utilizzato quotidianamente per diversi anni formulazioni di cannabis (estratti di olio o fiori vaporizzati).
“Il trattamento a lungo termine con diversi cannabinoidi contenenti THC ha portato non solo a un miglioramento costante dei tic, delle comorbilità psichiatriche e della qualità della vita, ma non ha causato gravi effetti avversi e in particolare nessun sintomo psicologico come ansia, psicosi e abuso di sostanze, incluso il CUD [disturbo da uso di cannabis], riportano gli Autori.
Ancora più importante, i risultati dei test neurocognitivi effettuati nel corso della terapia non hanno evidenziato che le capacità cognitive dei pazienti fossero scese al di sotto della media. Non vi erano inoltre indicazioni di anomalie comportamentali, problemi sociali, negligenza degli interessi sociali o perdita di interessi, motivazione e determinazione. Ciò è notevole, poiché in entrambi i pazienti il trattamento con cannabis medicinale è iniziato prima della pubertà e le dosi di THC erano relativamente elevate.
Gli autori dello studio hanno concluso: “In entrambi i pazienti, il trattamento con cannabis medicinale ha prodotto benefici continui con un miglioramento significativo dei tic e delle comorbilità psichiatriche senza gravi effetti avversi. … Sebbene le conclusioni che si possono trarre dai nostri casi clinici di due singoli pazienti non siano generalizzabili, suggeriamo [che gli operatori sanitari] prendano in considerazione il trattamento con farmaci contenenti THC nei bambini e negli adolescenti gravemente colpiti e altrimenti refrattari al trattamento prima di pensare al trattamento chirurgico utilizzando la stimolazione cerebrale profonda.”
I dati degli studi clinici controllati con placebo presenti in letteratura già hanno dimostrato che gli estratti di cannabinoidi riducono la frequenza e la gravità dei tic nella sindrome di Tourette, mentre studi osservazionali hanno dimostrato benefici a lungo termine nei pazienti con sindrome di Tourette che inalano fiori di cannabis.
Bibliografia
- Woerner LK, Szejko N, Fremer C, Schmitt S, Müller Vahl KR. Long-term use of cannabis-based medicines in two children with Tourette syndrome: a case report. Front Psychiatry. 2025 Oct 2;16:1647969.
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da Francesco Perugini Billi | Feb 1, 2026 | senza categoria
Secondo i dati osservazionali pubblicati sulla rivista BMJ Complementary Medicine and Therapies, i pazienti affetti da endometriosi mostrano una diminuzione del dolore e un miglioramento nella qualità della vita, in seguito all’uso di formulazioni standardizzate di cannabis medicinale.
I ricercatori neozelandesi hanno valutato la sicurezza e l’efficacia dei prodotti a base di cannabis in una coorte di 28 pazienti affette da endometriosi.
I partecipanti allo studio hanno assunto estratti oleosi a predominanza di CBD o CBD in combinazione con infiorescenze di cannabis, tramite vaporizzare, per tre mesi, in aggiunta ai loro farmaci standard. Prima di essere arruolati nello studio, i soggetti non avevano una storia di recente consumo di cannabis.
In linea con studi precedenti, la terapia a base di cannabis ha mostrato una riduzione del dolore e un miglioramento della qualità della vita.
“È stata riscontrata una differenza tra i punteggi del dolore della settimana 1 rispetto alla settimana 12, con una diminuzione del dolore ‘complessivo’ da 5,46 a 3,77 e del dolore ‘peggiore’ da 7,62 a 5,38”, hanno riferito i ricercatori. “In tutta la coorte, si è verificata una diminuzione sostanziale del punteggio medio totale dell’EHP-30 [questionario standardizzato Endometriosis Health Profile 30] da 68,77 al basale a 37,40 dopo 3 mesi, il che indica un miglioramento della qualità della vita.”
Gli autori dello studio hanno concluso: “I nostri risultati suggeriscono che l’uso di cannabis medicinale ha avuto eventi avversi limitati e ha comportato una diminuzione del dolore e un miglioramento della qualità della vita in un periodo di 12 settimane”
Bibliografia
- Henry, C., Cooper, L., Adler, H. et al. Perceived impact of medicinal cannabis on pelvic pain and endometriosis related symptoms in Aotearoa New Zealand: an observational cohort study. BMC Complement Med Ther (2026).
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