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Il termine “Cannabis medica” (CM) si riferisce all’impiego in medicina di infiorescenze femminili mature essiccate di Cannabis Sativa L.

Ha numerose applicazioni scientificamente validate e può essere prescritta solo da un laureato in medicina. Per diverse patologie e seconda delle regioni, può essere rimborsabile. Trova particolare applicazione nel dolore cronico, soprattutto di tipo neuropatico.

Si assume principalmente per via orale e per vaporizzazioni.

La Cannabis Medica proviene da piante di Cannabis di qualità medica cresciute senza pesticidi. Ciascun passaggio, dalla cura delle piante, al confezionamento del prodotto finito, deve attenersi agli standard internazionali di buona agricoltura e produzione.

La Cannabis è un fitocomplesso e questo significa che contiene un’ampia gamma di sostanze con attività farmacologica e non un unico principio attivo. I principali componenti attivi sono i cannabinoidi (104 riconosciuti fino ad oggi) e i terpeni (oltre 200 riconosciuti nelle piante di cannabis); ma non mancano altre importanti molecole, come i flavonoidi (20), amino acidi, acidi grassi, alcaloidi, clorofilla etc.

I seguenti disturbi possono essere trattati solo nel momento in cui le terapie convenzionali non sono efficaci o sono mal sopportate:

  1. Analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali.
  2. Analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con FANS o cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace.
  3. Effetto anticinetosico e antiemetico nella nausea e vomito causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali.
  4. Effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard.
  5. Effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali.
  6. Riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard.

Francesco Perugini Billi©copyright

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