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Herbs with alternative medicine herbal supplements and pills

L’utilizzo di piante medicinali è sicuramente la forma più antica di medicina, e a ragione considerata la madre di tutte le medicine. Il ricorso alle piante ha svolto e ancora svolge un ruolo fondamentale nella cura dell’uomo. Infatti molti componenti utilizzati dall’industria farmaceutica provengono dal mondo vegetale e le piante medicinali sono ancora l’unica possibilità di cura per molta della popolazione mondiale, tanto che la stessa OMS (organizzazione Mondiale della Sanità) in un documento del 2014 (Strategia dell’OMS per la Medicina Tradizionale 2014-2023) incoraggia i singoli governi a conservare, studiare, sostenere e divulgare la fitoterapia come importante risorsa per il benessere della popolazione.

Tradizionalmente le erbe venivano somministrate sotto forma di infusi, decotti e vini medicinali. Oggi le moderne tecniche farmaceutiche permettono la somministrazione di erbe sotto forma di estratti in cui i principi attivi sono titolati e standardizzati e garantiscono la stessa quantità di principio per ogni dose. Le moderne preparazioni farmaceutiche si presentano in forma di capsule e compresse, spesso in comodi blister. Questo non significa che le preparazioni tradizionali siano da scartare, tutt’altro, mantengono la loro efficacia e validità e possono affiancarsi alle forme più moderne.  Esistono delle preparazioni complesse di erbe nelle varie tradizioni medicinali (Ayurveda, Medicina Tradizionale Cinese, Unani, ecc) utilizzate da centinaia di anni, se non da millenni e che conservano ancora tutta la loro efficacia.

Numerosi sono gli studi scientifici pubblicati sulle erbe medicinali e sulla fitoterapia. Fino al 2019 se ne contavano ben 100.000! Quindi, possiamo dire che la fitoterapia ha una solida base scientifica e per quanto riguarda i suoi principi applicativi è in tutto e per tutto da classificarsi tra le medicine allopatiche, come la medicina convenzionale.

La fitoterapia ha un vastissimo campo di applicazione in medicina umana che coinvolge praticamente tutti i campi specialistici: neurologia, dermatologia, ginecologia, ORL, ecc. Non è da intendersi in nessun modo come “medicina alternativa”, termine che andrebbe abolito, ma, come le altre medicine NON CONVENZIONALI, una pratica integrativa alla medicina convenzionale/accademica. In Italia esistono anche Master a livello Universitario di insegnamento di questa disciplina e degli Albi di Medici Fitoterapeutici presso molti Ordini dei Medici provinciali.

E’ esperienza di ogni medico fitoterapeuta la possibilità in alcuni casi di condurre efficacemente una terapia di soli fitoterapici e in altri casi di integrare i fitoterapici con le terapie convenzionali, con il vantaggio di ridurre quasi sempre il carico di farmaci di sintesi, spesso non privi di effetti collaterali.

Come già detto, la fitoterapia, a seconda delle piante e dei preparati utilizzati, può avere delle controindicazioni ed effetti collaterali. Per questo motivo è considerata una pratica medica che dovrebbe essere esclusivamente praticata da un laureato in medicina, in grado di fare diagnosi, valutare lo stato del paziente e le eventuali interazioni delle piante con i farmaci assunti dal paziente. Non è possibile separare l’atto diagnostico dall’atto terapeutico e l’atto diagnostico è di esclusiva competenza del medico.

Francesco Perugini Billi©copyright

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